La Tenuta di Monte Sante Marie è un’enclave biologica destinata alla sola produzione di eccellenze: grani antichi, pasta, farina, olio extravergine, tartufi.
Al centro di tutto è l’antico borgo di Monte Sante Marie, di fondazione longobarda, già castello di confine della Repubblica Senese, poi comune indipendente fino al 1777 e storicamente, fino al dopoguerra, centro abitato più popoloso del comune di Asciano dopo il capoluogo (a fondovalle c’è ancora l’antica stazione ferroviaria dedicata). Vincolato come bene monumentale per il suo pregio architettonico e paesaggistico, il borgo sorge al centro di un bosco di cipressi ed ospita il centro aziendale, l’abitazione dei proprietari e varie strutture destinate, in futuro, all’accoglienza degli ospiti e delle attività di trasformazione.
Monte Sante Marie è il punto intermedio dell’omonima e famosa strada bianca che, unendo le antiche vie Scialenga e Lauretana, accoglie l’Eroica ciclistica (delle cui proibitive salite il borgo è la “Cima Coppi”) ed altre manifestazioni sportive, come il Rally di Sanremo.
Il paesaggio circostante, celebre come scenario di spot pubblicitari, è quello caratteristico delle Crete Senesi, con i calanchi e le ondulazioni dovuti alla presenza di suoli argillosi di origine pliocenica, fonte di ispirazione di artisti, fotografi e scrittori. Si dice che Federigo Tozzi, uno dei massimi prosatori italiani del ‘900, per alcuni mesi abbia fatto il casellante proprio alla stazione di Monte Sante Marie.
I proprietari, Stefano e Daniela, vivono e lavorano qui, occupandosi non solo di agricoltura, ma anche di giornalismo, comunicazione ed editoria. Grandi amori: oltre a questa loro isola incantata, la natura in senso ampio, gli animali, il silenzio, gli amici e non ultimi i libri e i dischi di cui Monte Sante Marie è già ricchissimo, e che aumentano ogni giorno di più.


Un borgo agricolo di antica origine? No, Monte Sante Marie è molto di più. E’un vero e proprio “sistema” in cui storia e leggenda, architettura e agricoltura, prodotti tipici e tradizione, cultura e arte, progetti e professioni si intrecciano e interagiscono con le realtà umane – e, perché no, con i sogni – dei suoi abitanti: i proprietari, i loro amici, i loro ospiti e i semplici visitatori.
Monte Sante Marie – e il suo fardello di vicende, di battaglie e di misteri – è infatti il fulcro di una sorta di “work in progress”, di un disegno a lungo termine: ricreare le condizioni affinché il borgo torni ad essere ciò che fu, una comunità viva ispirata a valori di sobrietà, consapevolezza, rispetto del passato come risorsa primaria, ma anche centro di elaborazione di proposte e di idee nuove, nonché fonte di sussistenza economica e intellettuale.

Gli elementi ci sono tutti. Stefano Tesi, titolare dell’antica azienda di famiglia, è anche un giornalista specializzato in reportage di viaggio, costume e cultura da tutto il mondo e lavora per le più importanti testate nazionali del settore. Autore di libri e guide, si occupa poi di ambiente, economia, agricoltura, vino ed enogastronomia. Segue in prima persona la conduzione della fattoria ed in particolare la produzione dell’extravergine, di cui è assaggiatore professionista. Per anni conduttore di programmi radiofonici, appassionato di rock, soul e r&b, collezionista di dischi e critico musicale, riversa tutti i suoi molteplici interessi nella conversazione, una delle attività più gettonate dagli ospiti nei dopocena in fattoria.

Sua moglie Daniela è invece editore ed esperta di comunicazione. La sua idea “luminosa”, alcuni anni fa, è stata di fare di Monte Sante Marie il “cuore” della sua attività attraverso l’utilizzo di uno strumento all’epoca pionieristico: Internet. Ciò ha fatto di lei un vero personaggio e le è valso parecchi articoli di stampa, nonché la partecipazione al Maurizio Costanzo Show, con l’allora ministro del lavoro Bassolino, come esempio di “giovane imprenditrice che ha scoperto un modo nuovo di vivere e lavorare con successo in campagna”. Le sue specialità? Il mondo del web marketing e la comunicazione di impresa per aziende, anche quelle dal grande potenziale ma dai piccoli numeri, volumi di nicchia, libri d’autore, calendari d’arte a tiratura limitata e una rivista dedicata a tutte le donne che lavorano in contesti di emarginazione fisica o culturale. Ma anche la cucina: memorabili le torte e il pane fatto in casa. E’ lei la docente dei corsi che si organizzano in fattoria.

Intorno a loro, ruotano due buffi cani (Aspasia e Sparga) e un numero imprecisato di gatti, tantissimi amici e tutti gli ospiti della Tenuta, che si alternano a Monte Sante Marie come in un movimentato cenacolo interdisciplinare: giornalisti, scrittori di fama e aspiranti tali (anche Allen Ginsberg è passato di qua…) , artisti e pittori (come George Schneeman), poeti, uomini politici, pubblici amministratori (come qualche celebre sindaco), architetti, personaggi dello spettacolo e della cultura, imprenditori, dirigenti e tanta gente comune che nelle Crete e nell’atmosfera ovattata e rustica delle Crete ha trovato relax, ispirazione, interessi e amore.

Perché Monte Sante Marie riunisce in sé una serie di valori unici:

il paesaggio: le Crete Senesi, uno degli scenari più belli del mondo;
l’architettura: palazzi nobiliari, “case da padrone” medievali, “case da pigione”, fortificazioni, sotterranei, edilizia rurale, poderi, romitori, opifici concentrati in un insieme che costituisce il documento palpabile del processo evolutivo seguito da un centro rurale ininterrottamente abitato da 1300 anni. Vincolato dalla Sovrintendenza ai Monumenti e incluso nell’Albo d’Oro delle Dimore Storiche della Toscana per l’opera di rivitalizzazione sostenuta dalla proprietà, Monte Sante Marie è anche associato anche all’Associazione Italiana dei Castelli;
la storia: nato come torre longobarda e poi evolutosi in corte feudale, castello di confine, comune, Monte Sante Marie ha costituito per 13 secoli una comunità indipendente sul territorio, teatro di battaglie, assedi, armistizi, atti notarili e pastorali;
l’agricoltura: già fattoria storica a base mezzadrile, l’azienda di oggi costituisce un esempio singolare di rilancio e di recupero produttivo della collina interna toscana;
la “nuova” economia: laboratorio di sperimentazione delle nuove frontiere della telematica e di Internet, sede d’elezione dei “neorurali”, azienda-pilota dell’agriturismo toscano, fattoria sperimentale di nuove colture (tartufi, more-lampone, etc.), Monte Sante Marie esprime un potenziale ancora tutto da scoprire e una vera e propria “officina” di nuove idee;
il patrimonio immobiliare: nonostante il grande numero di fabbricati di pregio posseduti dalla Tenuta, la proprietà ha rinunciato a priori a qualsiasi progetto di vendita e ha varato un’innovativa campagna di “affidamento” degli immobili abbandonati: l’uso gratuito a lungo termine (da 5 a 30 anni) concesso a terzi in cambio dei lavori di recupero e consolidamento;
l’eredità culturale: Monte Sante Marie costituisce una sorta di “libro aperto”, liberamente consultabile, ad uso di storici, sociologi, architetti, giuristi, agronomi interessati allo studio del passato;
la sperimentazione: la Tenuta costituisce, per la particolarità del suo stato e della sua storia, il terreno ideale per la sperimentazione di nuovi progetti, nuove idee, nuove proposte;
i fenomeni sociali: Monte Sante Marie è stato uno dei primi luoghi in Italia (1986) a sperimentare il fenomeno dei “neorurali”, ovvero il progressivo ripopolamento della campagna spopolatasi dopo l’urbanizzazione del secondo dopoguerra ad opera di “nuovi” proprietari legati a diverse professioni e nuove tecnologie;
l’arte e la letteratura: sede di casa editrice, punto di ritrovo di artisti, scrittori, creativi, fotografi, bibliofili e collezionisti, Monte Sante Marie costituisce una vera e propria “isola culturale” accessibile a tutti, ma non per tutti
la natura: il borgo domina su un paesaggio straordinario, quello delle Crete Senesi, non a caso preso a prestito da registi, pubblicitari e fotografi per un diluvio di spot e di pellicole famose. Calanchi, biancane e borri popolati da cinghiali, lupi, caprioli, aironi, tassi, donnole, volpi, fagiani, lepri, istrici, poiane, falchi, scoiattoli, tortore, colombi, tutti animali che è facile incontrare passeggiando. Nell’area è proibita la caccia.