Istruzioni per l’uso

Due o tre cose da sapere in anticipo…

Una storia insospettabile, piena di fascino e vicende oscure,  anche drammatiche, che dall’Alto Medioevo in su marcano ogni pietra, ogni mattone, ogni fessura, fino ai giorni d’oggi. Come ogni luogo verace, anche Monte Sante Marie possiede requisiti precisi: l’ubicazione in un luogo molto ameno e a volte un po’ corrusco, defilato ma solare, tra paesaggi spettacolari e testimonianze del passaggio di personaggi ora illustri e ora sconosciuti. Castello, paese, fattoria, casa, rifugio, ufficio, laboratorio e tutte le cose insieme.
Ora si intravede tra i cipressi sullo sfondo accecante delle Crete Senesi, ora si erge incombente in cima alla collina, con le sue mura di mattoni piantate su fondamenta di pietra millenaria, quasi a galleggiare tra terra e cielo su un mare argilloso.

I suoi proprietari amano profondamente questo microcosmo ereditato dagli avi, tanto da dedicarsi da sempre a una tenace opera di studio, recupero e restauro, per dare nuova vita a quelle che eran divenute dimenticate vestigia.
Idee tante, intrecciate tra loro. Sempre condizionate da mezzi, circostanze, imprevisti. Quella fondamentale: farne un’illuminata ma sobria residenza per “neorurali”, con una raffinatezza segreta che ben s’iscrive nel carattere riservato dei luoghi e delle persone che li vivono. Dove l’eleganza è soprattutto nei modi spicci, nelle poche parole, nei consumi non vistosi e in case che non hanno niente di opulento, sono semplici, arredate senza chiasso, coi pavimenti in cotto, le travi in legno, le tracce di vecchi camini, gli antichi acquai di pietra e di graniglia, mobili spartani e comodi, vicoli, scale, fughe di cortili, giardini, orci, rari vitigni riscoperti per caso, frutta di specie desuete, cipressi secolari.

Alcuni edifici sono stati recuperati per ospitare visitatori, buongustai, amanti della storia, dell’architettura e del paesaggio. Lontano, ma non troppo, i profili inconfondibili di Siena, del Monte Amiata, di Montalcino e di Radicofani. La piazzetta dove si affaccia la vecchia scuola, la terrazza dell’antica torre, i giardini e i cortili si animano con le “veglie” degli ospiti che prendono il fresco parlando di libri, musica, ruralità perduta.

Monte Sante Marie meta invitante, sì. Ma l’invito non è per tutti.

Chi ama il tempo libero che scorre veloce, chi cerca piscine e minigolf, chi sogna la mondanità non venga qui.

Questa è la meta di un numero contenuto di clienti sensibili più al buon gusto che al lusso, che ricercano una quiete elegante (l’otium di latina memoria) e che intendono godere di tutti i vantaggi di una casa in Toscana senza affrontare gli inconvenienti relativi. Chi si rifugia al Monte trova ritmi lenti, silenzi rotti dai rumori del lavoro nei campi e di una natura di straordinaria bellezza, solitudini stemperate da incontri che forano l’estraneità. Questo è un luogo antico dove la storia è passata lasciando sul suo volto rughe d’espressione felici e vive ancora di questo, conservando orgogliosa, nel cuore delle sue murature antiche, la memoria degli inizi che a distanza di milletrecento anni è la vera ricchezza del luogo.